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Ritratti dall'Archivio di Luigi Freddi

Cineritratti dall’archivio di Luigi Freddi

Cineritratti dall’archivio di Luigi Freddi a PhotoFactory, Genova

Luigi Freddi (Milano 1895 – Roma 1977)
Di origini modeste, dovette abbandonare presto gli studi e continuare la sua formazione da autodidatta. Attratto dalle idee dei futuristi, nel 1913-14 fu in prima linea in molte delle loro battaglie artistiche e interventiste. Nel 1914 venne arrestato e, non appena l'Italia entrò nel conflitto, si arruolò volontario.

Ritornato alla vita civile, a Milano si impegnò al fianco del nascente movimento fascista: nel 1920 Mussolini lo chiamò a far parte della redazione de "Il Popolo d'Italia". Nel 1922, dopo la Marcia su Roma, entrò nell'ufficio stampa del Partito nazionale fascista. Nel 1927 diventò vice segretario dei Fasci italiani all'estero. In questa carica viaggiò moltissimo: Stati Uniti, America latina e vari paesi europei. Nel 1932 organizzò, con Dino Alfieri, la Mostra della rivoluzione fascista che si tenne al Palazzo delle Esposizioni a Roma in occasione del decennale della Marcia.
Nel frattempo aveva iniziato a occuparsi di questioni aeronautiche, seguendo tra l'altro, nel 1933, le soste nordamericane della Trasvolata Atlantica di Italo Balbo. Si trasferì quindi in Messico, per approdare ad Hollywood, dove studiò con grande interesse l'organizzazione produttiva degli studios cinematografici.
Nel 1934, Galeazzo Ciano, nuovo capo dell'Ufficio stampa e propaganda del partito fascista, lo nominò direttore generale per la cinematografia. Freddi iniziò un'attività frenetica che lo vide al centro di tutti gli interventi legislativi a sostegno della cinematografia nazionale, promotore della nascita di Cinecittà e del Centro Sperimentale di Cinematografia e impegnato in prima fila nella realizzazione di alcuni film importanti. Nel 1940 venne nominato presidente di Cinecittà e poco dopo della Cines e dell'ENIC (Ente nazionale industrie cinematografiche), due delle principali case di produzione e distribuzione cinematografiche italiane.
Dopo il 25 luglio 1943, si trasferì a Venezia, dove la Repubblica Sociale Italiana tentò di ridare vita a Cinecittà: Freddi riuscì solo a salvare il patrimonio tecnico trasferito da Roma sulla laguna, impedendo che prendesse la via della Germania. Con il crollo della RSI, cercò di riparare in Svizzera, dove si era rifugiata la moglie, Marina Šaljapina, figlia del celebre basso Fedor. Incarcerato, nel maggio 1946 venne prosciolto dall'accusa di ingiustificato arricchimento. Il nuovo clima politico del dopoguerra non gli fu favorevole: se si eccettuano le collaborazioni con "Il Tempo" e con il produttore Angelo Rizzoli, Freddi entrò nel cono d'ombra.
Nel 1949 pubblicò il volume Il cinema, riedito con alcuni tagli nel 1994.

Il nuovo clima politico del dopoguerra non gli fu favorevole: se si eccettuano le collaborazioni con "Il Tempo" e con il produttore Angelo Rizzoli, Freddi entrò nel cono d'ombra.

Gli originali delle fotografie in mostra provengono dal Fondo Luigi Freddi, conservato presso The Mitchell Wolfson Jr. Private Collection, Genoa and Miami, in comodato presso Wolfsoniana-Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Genova.
Le fotografie sono state presentate in occasione della mostra La nascita di Cinecittà. Fotografie dal fondo di Luigi Freddi tenutasi alla Wolfsoniana di Genova Nervi dal 18 luglio al 2 novembre 2014


WolfsonianaPalazzo Ducale Fondazione per la Cultura
Luigi Freddi Ritratti 1

Luigi Freddi Ritratti 1

Tullio Carminati

Tullio Carminati

Vivi Gioi 1

Vivi Gioi 1

Leni Riefenstahl

Leni Riefenstahl

Michel Simon

Michel Simon

Charles Laugthon

Charles Laugthon

Eisenstein

Eisenstein

Francesca Bragiotti

Francesca Bragiotti

Luigi Freddi Ritratti 3

Luigi Freddi Ritratti 3

Peggy Cummins

Peggy Cummins

Roubem Mamoulian

Roubem Mamoulian