TOPMarket NEWS:

ISTANTANEA a cura di Raoul Iacometti

- 14 Giugno, 2024 -

Mostra fotografica
di
MICHELE BOSCIANO
Photofactory Art
Via Cecchi 13 (adiacente TopMarket)
Inaugurazione: 6 Giugno 2024, ore 18
Esposizione: Mar-Sab 9,30-12,30; 14,30-18,30
(info: 0105536180)
INGRESSO LIBERO

 

Genova è la nostra città.

Sembra una scala a gradini, spesso cammini per strada e ti ritrovi davanti al tetto di una casa: sei contemporaneamente a terra e in cielo.

In alcuni quartieri di Genova, sembra che a Genova il mare non ci sia proprio o talmente lontano da intuirlo.

Noi genovesi viviamo appesi, abbarbicati, tra il mare e le montagne, con la certezza di conoscere bene la nostra difficile città, con la convinzione di averla vista in ogni modo possibile e che nulla di nuovo si possa davvero dire su di lei.

Finché arrivano le foto di Michele Bosciano, che ci restituiscono una Genova mai vista, una città vista solo dall’acqua.

L’ha fotografata così Michele, con quella calma diligente che lo contraddistingue.

Michele non parte con il suo gommone, sempre torna, chiedendoci di riflettere su cosa vuole dire cercare, approdare, tornare.

Il paesaggio diventa astratto, ed i dettagli documentari nelle sue foto diventano metafore di storie universali: ogni segno sulle rocce o sulle ringhiere o sui moli si trasforma in un pensiero.

Cosa succede quando la terra emerge dall’acqua?

Genova scompare, è una parete di roccia verticale, che diventano le mura di una città e Michele ci mostra tutti quei piccoli tentativi di scalare una fortezza inespugnabile per arrivare al cielo. Ogni struttura appoggiata alle rocce sembra una struttura di fantasia, una piccola opera d’arte, fuori dal tempo.

Michele espone la fragilità dei nostri rozzi tentativi di ascendere ma anche l’immensa creatività dell’uomo.

Ogni segno è testimonianza della nostra resistenza all’abisso e alla mancanza di senso.

Vista così, Genova è casa ed è chiesa.

È terra emersa, è terra sacra.

Nausicaa Giulia Bianchi

 

Michele Bosciano

Nasce a Genova il 25 dicembre 1966, si diploma all’istituto Nautico, prosegue gli studi e si laurea in ingegneria elettrica, ma fin dall’età scolare coltiva una passione per l’osservazione e la documentazione, che presto si concretizza nella fotografia documentaristica. Come molti fotografi, il suo percorso inizia con la fotografia di viaggio, che lo porta a esplorare il mondo con occhio attento e curioso.

Un passo importante del suo percorso è la collaborazione in India, a Chennai, con il fotografo francese Yannick Cormier impegnato nella documentazione di identità minori e gruppi etnici nonchè a suo tempo direttore e membro fondatore di Trikaya Photos Agency (Chennai, India). Grazie a questa esperienza, Michele approfondisce la sua conoscenza sulla fotografia documentaristica direttamente sul campo e ne apprezza il valore come strumento di narrazione e denuncia sociale.

Durante la sua permanenza in India, Bosciano vince il primo premio nel concorso “Beautiful India” e ottiene la pubblicazione su una rivista locale, “Culturama”. Il suo lavoro viene inoltre pubblicato sul blog di Silvano Bicocchi FIAF.

Al suo rientro in Italia, Bosciano sente il bisogno di coltivare maggiormente la sua passione frequentando diversi corsi e workshop, tra Milano e Padova tra cui:

Corso di Fotoreportage annuale presso il Circolo Fotografico Milanese con Ernesto Fantozzi, Sergio Magni e la partecipazione di Gianni Berengo Gardin.

Corso di formazione annuale “Giornalismo Visuale e Fotografia Documentaria” presso l’istituto Irfoss di Padova, tenuto dal fotogiornalista e antropologo Riccardo Bononi e Francesco Cito.

A Padova, Bosciano partecipa a una mostra collettiva e la sua foto viene utilizzata per la locandina di presentazione della mostra “Dalla pittura alla fotografia – I quadri di Gioacchino Bragato”.

La svolta decisiva nel suo percorso arriva però con la partecipazione al corso di fotografia autoriale biennale tenuto da Nausicaa Giulia Bianchi, fotografa di fama internazionale e attualmente creatrice di un programma fi formazione indipendente chiamato “The Soul and The Machine”.

Grazie a questa importante esperienza, Bosciano sviluppa un approccio alla fotografia più lento e riflessivo con particolare interesse alla spiritualità, concentrandosi su progetti di lunga durata come il presente “Terremerse”.