LZ 127 E I GIGANTI DELL’ARIA

Data evento:

19 Giugno 2021
In negozio
Via Cecchi 69B/R 16129 Genova

Ospitata dal 19 Giugno al secondo piano del punto vendita di Top Market in Via Cecchi la mostra “ “ LZ 127 Graf Zeppelin I GIGANTI DELL’ARIA” racconta, attraverso affascinanti immagini d’epoca, la costruzione e l’allestimento del dirigibile Zeppelin LZ 127.

Le immagini in mostra sono una vera e propria brochure pubblicitaria, un interessante documento storico che non vuole avere un taglio artistico ma celebrare – con un rigore tutto teutonico – i progressi e l’affidabilità della tecnologia moderna, magistralmente espressa nell’immagine del Dirigibile.

I dirigibili Zeppelin nacquero dagli studi del conte e generale dell’esercito tedesco Ferdinand von Zeppelin: ritiratosi dalle sue funzioni pubbliche nel 1891, da quel momento si dedicò allo studio dell’aereonautica.

Le sue proposte vennero inizialmente rifiutate dall’Aereonautica dell’Esercito Tedesco: così nacque la “Gesellschaft zur Förderung der Luftschiffahrt”, società in cui il conte investì gran parte del proprio patrimonio personale e familiare.

In circa 30 anni di produzione, la forma e la struttura degli Zeppelin non cambiò più di tanto: era un grande scheletro di alluminio rivestito esternamente con una tela trattata per renderla più resistente e impermeabile. All’interno si trovavano le sacche contenenti l’idrogeno, che permettevano al dirigibile di alzarsi dal suolo e volare. All’esterno erano collocati i motori a scoppio con le eliche per farlo muovere e la gondola di comando.

Il dirigibile LZ 127, le cui immagini si possono vedere in mostra, fu una delle aeronavi a uso civile più utilizzata della storia. Suscitò l’ammirazione del mondo intero e venne celebrato con francobolli, cartoline, monete e medaglie.

Fu varato nel 1928 in occasione del 90º anniversario della nascita di Ferdinand von Zeppelin, fu ritirato nel 1937 e demolito nel 1940.

Per finanziarne la costruzione venne fatta una tournée promozionale che coprì circa il 30% dei costi complessivi; il governo tedesco investì un ulteriore 30%.

La costruzione costò più di 8 milioni di marchi dell’epoca.

Il dirigibile LZ 127 aveva la gondola lunga 30 metri e larga 6: ospitava il ponte di comando, la sala radio e gli alloggi per i passeggeri.

Le cabine erano 5 per lato, tutte dotate di una finestra, arredate con un divano letto, un piccolo scrittoio e un guardaroba. Alle cabine seguivano i due bagni passeggeri, uno per gli uomini e uno per le donne, dotati di acqua calda. La sala pranza era l’unico spazio in comune.

Se gli steward dovevano restare a disposizione dei passeggeri, alloggiavano nella gondola principale, il resto dell’equipaggio aveva gli alloggi nella parte inferiore, tra i motori.

Il dirigibile Zeppelin LZ 127 poteva ospitare fino a 50 membri dell’equipaggio e 20 passeggeri; si muoveva a idrogeno e benzina, raggiungendo i 110 km orari. Eseguì regolari voli di linea per il Nord e Sud America, effettuando il giro del mondo nel 1929 in 35 giorni e 6 tappe; compì 143 traversate atlantiche, una del Pacifico e un viaggio nell’Artico.

Il dirigibile Zeppelin LZ 127 detiene tuttora due record mondiali: la più lunga distanza coperta da un dirigibile e più lungo periodo di volo.

Ma poi accadde l’irreparabile.

Era l’8 maggio 1937: il dirigibile Zeppelin LZ 127 si trovava in volo sull’Atlantico quando l’operatore radio ricevette la notizia dello scoppio del dirigibile Zeppelin Hindenburg negli Stati Uniti. L’equipaggio fu subito informato, mentre la cosa fu nascosta ai passeggeri fino al loro arrivo.

Vennero sospesi tutti i voli passeggeri fino all’accertamento delle cause dell’incidente e il dirigibile Zeppelin LZ 127 fu portato a Francoforte e ormeggiato in un hangar: fu il suo ultimo viaggio.

Venne messo fuori servizio nel luglio 1937 e smantellato con la giustificazione di recuperare l’alluminio della struttura interna per le esigenze belliche.

Nel maggio del 1940 venne fatto saltare in aria anche l’hangar in cui era parcheggiato: Il ministro dell’aviazione tedesca Hermann Göring non aveva mai fatto mistero della propria avversione per i dirigibili.

Finì così, nel giro di pochi anni, sotto il peso delle due guerre mondiali e dei suoi milioni di morti, l’avventura dei giganti del cielo, nati dalla fantasia famelica di una generazione che credeva nel progresso e nella scienza; uomini visionari che sognavano un Viaggio sulla luna e si immergevano Ventimila leghe sotto i mari, degni protagonisti di un romanzo di Jules Verne.