TOPMarket NEWS:

Workshop su “FOTOGRAFIA E DIRITTO”

- 18 Febbraio, 2023 -

Corso di Primo Livello 22 Febbraio

- 22 Febbraio, 2023 -

Corso di Secondo Livello 2 Marzo

- 2 Marzo, 2023 -

LO SGUARDO INQUIETO- UN FOTOGRAFO IN CAMMINO

LO SGUARDO INQUIETO- UN FOTOGRAFO IN CAMMINO

Autore

IVO SAGLIETTO

Casa editrice

POstcart 2019

Codice opera

9788831363235

Prezzo

€ 25,00
LO SGUARDO INQUIETO- UN FOTOGRAFO IN CAMMINO

Il nostro punto di vista

A cura di Federico Montaldo
Prefazione di Paolo Rumiz
Haiku di Nazario Del Poz

Lo sguardo inquieto è un libro di fotografie, storie e ricordi di Ivo Saglietti. Nasce dalla volontà di Federico Montaldo – appassionato di fotografia e fotografo – e dall’editore Claudio Corrivetti. Parole e immagini sono il frutto delle loro lunghe chiacchierate.
Nato nel sud della Francia, cresciuto a Torino, dove frequenta l’Università nei tormentati anni intorno al ’68, Ivo Saglietti trova dapprima un lavoro stabile, di quelli che «fanno stare tranquilli i genitori». Ma è innamorato del cinema e lascia tutto per assecondare la sua passione. Il lavoro dietro la cinepresa gli dà una struttura visiva e una capacità di inquadratura che saranno fondamentali per il suo stile espressivo, anche quello fotografico.
La fotografia diventa la sua scelta di vita dopo aver sfogliato Minamata, il libro fotografico di W. Eugene Smith: come un colpo di fulmine, Saglietti si rende conto «per la prima volta quanto la fotografia fosse un potentissimo mezzo per raccontare storie».
Dopo l’incontro con l’opera di W. Eugene Smith, Saglietti si dedica totalmente alla fotografia, ma gli esordi sono faticosi, tanti i rullini consumati, poche le immagini soddisfacenti. Collabora con alcune testate di sinistra e nel 1978 parte per Parigi, conosce e lavora con Mario Dondero e poi con Sipa Press per cui si occupa dei primi reportage in Centroamerica.
Ma lavorare con i giornali non è l’ideale: lui ama il bianco e nero «che sono i colori della speranza e della disperazione» e la distanza con le redazioni (i rullini andavano spediti: era un altro mondo, senza internet e il digitale a portata di click) non gli permette il controllo di ciò che manda.
Dai primi viaggi degli anni Ottanta in Sud America, capisce di amare i progetti a lungo termine che gli consentano di andare, restare, tornare, per poter conoscere e capire i luoghi che racconta.
La sua ricerca fotografica è sorretta da un forte senso etico – anche quando ha incontrato realtà violente ed efferate.
Nelle pagine introduttive de Lo sguardo Inquieto lo stesso Saglietti si definisce «da sempre libertario e innamorato della Rivoluzione» per questo ha sempre inseguito le guerre di liberazione, che gli hanno consentito di vincere 3 World Press Photo: Salvador, Nicaragua, Cile, Panama, Colombia, Haiti, Cuba, Perù, Libano, Palestina, Kosovo, Mar Musa El Bashi, Congo, Uzbekistan, Srebrenica, Grecia.

Il suo sguardo non è mai né distaccato né solo documentativo e la sua fotografia non manca mai quell’attimo di umanità. Come scrive Paolo Rumiz nella Prefazione, Ivo «ha guadato la miseria del mondo (…) ma non ha mai cercato l’estetismo per puntare alla verità cruda, con pudore, senza la pornografia del guardone.»
Come in un libro di memorie, Lo sguardo Inquieto, racconta il cammino di Ivo Saglietti: la sua saggezza da viaggiatore, la sua curiosità da vagabondo, la sua sofferenza da testimone oculare, la sua passione per la letteratura – inseparabile compagna di viaggio -, la sua cultura visiva da uomo formato sui film in celluloide e sui dischi in vinile.
Ivo Saglietti vive a Genova, città che ha scelto per «il mare, con la sua luce e il suo odore».