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Il silenzio che c’è fuori – 10 anni di musica nelle mie fotografie

Il silenzio che c’è fuori – 10 anni di musica nelle mie fotografie

Autore

Riccardo Piccirillo

Casa editrice

Edizioni Emuse

Codice opera

9788832007435

Prezzo

€ 29
Il silenzio che c’è fuori – 10 anni di musica nelle mie fotografie

Il nostro punto di vista

Il silenzio che c’è fuori

10 anni di musica nelle mie fotografie

 

Fotografie di Riccardo Piccirillo

Testi di Barbara Silbe e Lorenzo Marone, illustrazioni di Piparula

 

Il silenzio che c’è fuori è il primo libro di Riccardo Piccirillo, fotografo ritrattista napoletano che ha deciso di raccontare con questa antologia i suoi primi dieci anni di carriera. Il volume è confezionato in una veste grafica che ricorda quella dei vecchi vinili 33 giri, in formato quadrato 30×30, e conta 96 pagine su carta pregiata dalla quale esce tanta musica.
L’autore riconsegna così al suo pubblico i molti volti celebri fotografati nella sua città durante concerti live o in sessioni in studio e in esterna. Una galleria di quasi trecento personaggi che hanno segnato la storia della musica, sfilati davanti al suo obiettivo e da lui interpretati per le copertine dei loro dischi.

Ci sono James Senese, Marco Mengoni, Enzo Gragnaniello, Renzo Arbore, Pino Daniele, Maldestro, i 99 Posse o i Litfiba, tra gli italiani, ma anche Patty Smith, Bob Geldof, gli America, Michael Bolton, Peter Cincotti o B.B. King, passando per i rapper o i blues e rock man più famosi.

Il volume, curato da Barbara Silbe, è impreziosito dai disegni dell’illustratrice Piparula, nome d’arte di Barbara Selis, che ha curato anche la grafica dell’impaginato, e da un testo dello scrittore Lorenzo Marone.

Secondo Barbara Silbe “Riccardo si è fatto strada in un ambiente complesso e spesso inaccessibile, cercando per sé stesso un ruolo che lasciasse un segno sul pentagramma. Ha saputo dirigere questa immensa band, ogni singolo scatto è esattamente come lo voleva, ogni inquadratura sinossi di un incontro umano prima che professionale. Sul palco o in studio sono fioriti rapporti, relazioni d’amicizia e aneddoti che lui potrebbe raccontare per giorni e che gli hanno consentito di restituire allo spettatore la personalità dei personaggi, guidato dalla sua abilità nel suggere da loro l’essenza e farli vibrare come strumenti. Mescola colore e bianco e nero, dinamismi e pause, live e posati e foto promozionali, adattandosi empaticamente a qualsiasi contesto, battendo il tempo, come se suonasse”.