G8/venti. Un sogno in sospeso

G8/venti. Un sogno in sospeso

Autore

Luca Nizzoli Toetti e Federico Montaldo

Casa editrice

Edizioni EMUSE

Codice opera

9788832007466

Prezzo

€ 22,00
G8/venti. Un sogno in sospeso

Il nostro punto di vista

A cura di Luca Nizzoli Toetti e Federico Montaldo
Fotografie di Francesco Acerbis, Elio Colavolpe, Carlo Hermann, Luana Monte, Luca Nizzoli Toetti, Mirco Toniolo.
Testi di Luigi Ciotti, Donatella della Porta, Carlo Greppi.

A poco più di vent’anni dal G8 ospitato a Genova nel luglio del 2001, Luca Nizzoli Toetti – fotografo, all’epoca in città come incaricato de Il Corriere della Sera – e Federico Montaldo – avvocato genovese – fanno il punto di ciò che è successo. O meglio, di ciò che è rimasto: G8/venti. Un sogno in sospeso.

Perché «vent’anni non sono molti ma sono abbastanza. Sono il distacco storico sufficiente per rileggere ciò che accadde e analizzare le tracce di ciò che è rimasto» chiarisce Montaldo.

I testi che corredano l’edizione sono della sociologa Donatella della Porta, nota per i suoi studi sui movimenti sociali; dello storico Carlo Greppi e di Don Luigi Ciotti.

Le 94 immagini sono di Francesco Acerbis, Elio Colavolpe, Carlo Hermann, Luana Monte, Luca Nizzoli Toetti, Mirco Toniolo.

G8/venti. Un sogno in sospeso non è un libro apologetico, non indugia su temi come giusto o sbagliato, carnefici o vittime.

Intreccia la fotografia documentaria a una domanda di fondo: cosa ne è stato di quegli argomenti – la cancellazione del debito dei Paesi in via di sviluppo, la lotta alla povertà, lo squilibrio nelle conoscenze tecnologiche, l’ambiente, la precarietà del lavoro, il clima – che sono stati dibattuti all’epoca e che avevano mosso una fitta rete di associazioni e liberi manifestanti?

Il sogno sospeso, appunto: per i giovani, per i militanti, per chi voleva solo dimostrare di esserci, le richieste sono ancora tutte lì. Hanno assunto nel tempo toni, forme e accenti diversi, ma non hanno ancora trovato un vero sfogo, un’accoglienza politica effettiva. E diventa amaro notare come, molte di quelle stesse istanze, siano ancora oggi nell’agenda politica internazionale.

Il linguaggio fotografico G8/venti. Un sogno in sospeso ha la forza di portarci dentro i fatti senza mediazioni: la città asserragliata, il fiume di manifestanti entusiasti e impauriti, gli scontri con le forze dell’ordine, il dramma dei feriti e di chi ha perso la vita, il fallimento di una politica che si è resa distante dai cittadini ed è stata efficacemente riassunta dallo slogan “Voi G8, noi 6 miliardi”.

«Quei giorni d’estate di inizio millennio – punto culminante di un biennio di lotte convergenti – sono stati in grado di ridurre al silenzio una generazione», scrive Carlo Greppi.

Tante domande, poche risposte e qualche timida speranza che sorge: non sarà stato un completo fallimento se almeno sarà possibile riportare all’attenzione le richieste, le riflessioni, le necessità – ancora in sospeso – che stavano alla base delle proteste che hanno animato il movimento comunemente definito “no global”.